[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




mercoledì, novembre 17, 2004

Non ti sopporto più
era il tema del blogrodeo 

Meravigliose, eterne lame. E’ piacevole lavorare con un’impugnatura così superbamente ergonomica. Come niente choppo via queste belle zampone. Eeeeccoqua. Sminuzzo fina fina tutta questa montagna di carne, ci faccio un bel trito, visto ?
Stacco via queste e queste et voilà, dieci candeline per decorare i bordi.
Con lo slicer liscio via sottili fette dalla generosa culatta.
Aprire la pancia e togliere le interiora ? Un giochetto da ragazzi: già nel tritarifiuti.
Svuotare a fondo queste due cavità è un piacere, sgusciare le ostriche di prateria uno scherzo, col coltello a lama flessibile. Basta farlo scorrere e questa brutta pelle setolosa viene via come buccia di mela.
Due colpetti secchi per asportare le inutili cartilagini ai lati e sul davanti della testa.
Una mela in bocca, come si conviene ad un porcello, e infine con le forbici omaggio ritaglio un bel cappellino da chef per guarnizione.
Il miglior set di lame al mondo, la mia creazione.
La geometrica potenza (altro Toni) del loro taglio farebbe l’orgoglio di ogni samurai ai fornelli.
Il grip voluttuoso dà forza sufficiente al colpo della più mite vecchietta.

La mia creatura: Miracle Blade. Serie perfetta, coronamento di una vita.

Insozzata da quelle immonde riprese tv col pubblico finto, il presentatore piacione.
E soprattutto ridicolizzata dalle pagliacciate e dalle gigionerie di un imbonitore da fiera.
La mia luccicante e inossidabile mente d’acciaio, il limpido spazio progettuale dentro di me - profeta, Einstein delle lame - non poteva sopportarlo: chiuso a pensare, sperimentare e levigare, in perfetta solitudine e nella concentrazione più affilata ho immaginato lo strumento della punizione definitiva.
Hannibal Blade, la serial perfetta.
E tu, grasso viscido macaroni baffuto, insopportabile biancovestito guappo, tu, Tony, pensa, sei tu il primo chef a provarla. Di persona.















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