[La pagina di Dust]
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martedì, novembre 02, 2004

Spotted minds

Cominciamo dal titolo: "Eternal sunshine of the spotless mind" (ESSM nel seguito). Eloisa scrive queste parole ad Abelardo in un poemetto di Pope, vagheggiando senza speranza - ma, sospetto, non desiderando affatto - di poter essere "dimentica del mondo e dal mondo dimenticata", come la vestale. Le macchie non sono quelle della colpa, ma del desiderio, che vive nella e della memoria. Sono quegli spots colorati che vedremo chiazzare la tomografia del cervello di Joel, e venire cancellati dal programma di Lacuna Inc. I distributori italiani hanno ripiegato su "Se mi lasci ti cancello", tentando di spacciare il film per una commedia brillante centrata sulla comicità di Carrey. Bisogna anche capirli: tanto il titolo è intraducibile quanto l'intero prodotto difficilmente vendibile. Se avrà successo si tratterà di una truffa spettacolare, oppure, mi auguro, di un'impennata nell'IQ dello spettatore medio italiano.
Il film, paradossalmente, ha formalmente una struttura simile a quella della classica commedia sentimentale: la storia d'amore sboccia e va avanti per un po', poi interviene qualche equivoco o ostacolo che scatena la parte drammatica in cui uno dei due (o tutti e due) cerca di recuperare l'altro, e verso il finale i cocci si ricompongono e i due tornano a scegliersi, questa volta definitivamente. Solo che in ESSM il tempo è frammentato e ricomposto secondo una sequenza non lineare, e i piani di narrazione si moltiplicano. Abbiamo all'inizio un io narrante (voce fuori campo), poi una narrazione oggettiva di quello che sembra essere l'incipit nemmeno originalissimo di una love story, poi una frattura temporale all'altezza della quale vengono collocati i titoli di testa. Una volta svelato il mistero della cancellazione da parte di Clementine, da quando inizia la procedura di cancellazione richiesta da Joel il punto di vista si sposta nella memoria di Joel stesso (che ha anche intermittenti relazioni col mondo esterno) e addirittura acquista una propria coscienza il doppio di Clementine memorizzato da lui. Nel frattempo, nel mondo reale, succedono varie cose destinate ad interferire con il "naturale" sviluppo della procedura di cancellazione. Abbiamo quindi il presente, il passato, quel passato-nel-presente che è la memoria, più qualche loop di retroazione (presente->memoria, passato->memoria).
Le trame che si intrecciano a quella centrale non sono meno importanti: Patrick saccheggia la memoria di Joel per poter conquistare Clementine (qualcosa di simile aveva tentato Woody Allen facendo tesoro delle sedute psicanalitiche di Julia Roberts) e Mary Svevo (un cognome a caso) scopre di avere già vissuto - e cancellato - lo stesso sentimento che prova ora per il dottore. E' proprio Mary a far irrompere nella vicenda "presente" di Joel e Clementine la coscienza dell'avvenuta rimozione, inviando a ciascuno le motivazioni - registrate su cassetta - della richiesta di cancellazione del rispettivo partner. Questo è un 'punto di accumulazione', in cui tutta la vicenda e i suoi strati collassano, per portare noi e i due protagonisti verso la rivelazione finale.
Ma uno snodo fondamentale per il 'senso' del film è la bizzarra decisione iniziale di Joel, che senza motivo prende un treno verso Montauk (luogo chiave della vicenda amorosa rimossa), mettendo in moto tutto ESSM. Non è il caso a produrre quell'incontro: qualcosa è rimasto, resistendo alla rimozione, lo stesso quid che spinge Clementine ad attaccare discorso e Mary ad innamorarsi di nuovo del dottore. La dinamica - o l'alchimia - del desiderio tende a riprodursi, indifferente alla rimozione dei fatti memorizzati, alla scomparsa degli oggetti. Resiste perfino alla rivelazione del - già avvenuto - fallimento. Questo è un primo motivo di angoscia per i tre personaggi: lo scoprirsi strutturalmente incapaci di non scegliere il dolore (di non 'cadere' nell'amore), una condizione che sembra toccata dal destino.
Il secondo motivo di angoscia, per Joel e Clementine, è ascoltare le parole con cui l'altro - amato nel presente - li ha descritti nel passato ormai rimosso (in breve, rispettivamente "noioso conformista" e "un po' troppo troia"). Come rimarrai legato ad una persona che ti ha giudicato (e tornerà prevedibilmente a giudicarti) in modo così sbagliato - e crudele ? E come hai potuto innamorartene ? Un doppio inganno.
Nel finale, che tutto è fuorché happy e scontato, entrambi sembrano farsi carico di questo destino, sopportare l'idea che esattamente questi saranno - nuovamente - lo svolgimento e il finale della loro storia. Pur di poterla (ri)vivere. Diversi, in questo, sia dai deterministici topolini di "Mon oncle d'Amérique" sia dal malinconico e disincantato protagonista di "2046", convinto che indietro non si torna.
In ESSM la sceneggiatura fa premio sulla regia, che ha comunque il merito di assecondarla con misura e intelligenza. Evitando effettacci e tentazioni oniriche Gondry rende visibili con efficacia i momenti davvero claustrofobici e angosciosi in cui la memoria di Joel sembra atrofizzarsi.
Anche se non fa fino parlare degli attori vorrei aggiungere che se non è questo film a sdoganare Carrey dal limbo in cui "The Mask", "Scemo & + scemo", "Ace Ventura" e simili lo hanno confinato (peraltro come ottimo comico) non saprei in cosa sperare.








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