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Exercise #1 Scrivi una breve recensione di qualche film che ami e di qualche film che odi E' uno dei miei incubi preferiti. Dover salvare dalla distruzione un numero limitato di oggetti scelto in un insieme particolarmente amato tipo libri, dischi, film. Persone no, lì me la caverei facilmente. Mentre mi è perfettamente chiaro il concetto di dannazione non mi sento troppo preparato su quello di salvezza. L'astronave è in partenza. Il piccolo equipaggio sta per così dire scaldando i motori e il capitano mi ha lasciato solo pochi minuti per decidermi, finalmente, a scegliere i pochi film da portare via "e che siano divertenti". Così mi aggiro per le stanze di questo bunker sotterraneo tapezzate di dvd e cassette, ultimo baluardo della cinefilia sul pianeta per quanto ne sappiamo. Fossi capace di guidare da solo la nave farei fuori tutto il maledetto branco di stronzi e me ne partirei per il vuoto cosmico con un bel carico di visioni, suoni e testi. Vabbe', meglio sbrigarsi. Il dramma è che in queste situazioni la mia memoria sembra aggirarsi inebetita dentro il cranio, con la sensazione che si prova aprendo il frigo e trovandolo vuoto. Be', Herzog non lo lascio qui, comunque. "L'enigma di Kaspar Hauser" Un uomo gettato da una platonica caverna di ombre in pasto alla luce del mondo, della scienza e della società. Analizzato da una razionalità normativa e sterile, forzato entro un quadro di convenzioni. Ma refrattario, diverso, curioso e irriducibilmente fedele al proprio progetto umano. Più potente e decisivo di tutti un creatore selvaggio, incomprensibile e violento che lo riporta nel mistero del buio. Alcune scene memorabili: le mele intelligenti, il paradosso del mentitore, la massiccia figura nera che lo ferisce a morte, il sogno impossibile della carovana. "A qualcuno piace caldo" Insieme a pochi altri film è l'antidoto principe alla comicità più idiota e volgare. Nel vederlo e rivederlo il mio piacere non muta. Il meccanismo è perfetto, il ritmo sempre miracolosamente azzeccato, gags e battute - perché ricordarle - da antologia. E questo nonostante la quantità di personaggi e trame: gangsters, ricconi, pupe, musicisti in bolletta. Il pericolo, la fuga, il travestimento femminile, la love story: tutto trattato con la cinica leggerezza di Wilder. Salverei altro, ad es. "Duck Soup", "Hollywood Party", qualcosa dei Monty Python e magari "Ricomincio da capo", una versione paranoica e esilarante dell'eterno ritorno vissuto da un americano. Ma passiamo oltre. "Lo spione" Sembra la summa dei temi più solidi dell'hard boiled americano, secco ma con un retrogusto romantico e maudit che direi tipico del noir francese, per quel po' che ne conosco. Aspro, asciutto ed economico sia in dialoghi che in psicologia. Indimenticabili il bianco e nero e il rigore di alcune geometrie (vedi la scena finale). Inutile cercare aggettivi per Belmondo e Reggiani. Sì, però mi tocca di lasciare qua "Il lungo addio" di Altman, "Chinatown", "Il crocevia della morte", "Blood simple"... E vogliamo parlare di "Mystic River" ? Che poi mi ricorda Macbeth e non la si finisce più. Prendo anche questo, ovviamente "Taxi Driver" La solitudine, una città corrotta e in attesa di una violenta redenzione, una corazza lucida e trasparente per girarci dentro tutta notte, guardando fuori: Travis ha ucciso il sonno. Travis sarà La Giustizia Superiore - definitiva ma locale e radicalmente senza speranza, avvolta nella medesima corruzione che intende punire. E premiata (per il famoso quarto d'ora) da un’ipocrita political correctness segretamente avida di vendicatori. Il massacro finale è un manifesto dell’iperrealismo di Scorsese, addirittura accelerato in alcuni punti come se non fosse già abbastanza saturo. Ma senti, basta, ho deciso. Io me ne resto qui. Provviste materiali e virtuali ce n'è a sufficienza per un po', e poi proverò a cercare qualcosa in superficie. L'alternativa è andarsene chissà dove in quel bigoncio zeppo di cerebrolesi. Così glielo spiego, al capitano (non gli par vero: più razioni, più spazio, meno scazzi) e gli lascio anche uno scatolone con un bel po' di film, come richiesto. Lo saluto e se ne va di corsa, assai sollevato. Fino alla fine dei tempi - scoprirà solo fra un po' - condannato a vedersi i Vanzina, Neri Parenti, "L'ultimo bacio". "La cognatina" l'ho scelto a caso dal soft core italiota. E' un genere che detesto in blocco, sorta di raffinata tortura che si direbbe escogitata da un mix di Buttiglione e Tremaglia. Pruriginoso e inconcludente, volgare, ripetitivo e censorio. Puoi dirti fortunato se vedi un paio di tette dopo mezz'ora, ma questo peccato - diciamolo - veniale lo devi espiare tra i tormenti delle peggiori battute pronunciate da comici scadenti, in un tripudio di flatulenze ed escrementizi luoghi comuni. E dulcis in fundo: il film che ho più odiato in vita mia "La scelta di Sophie" Prendete un'attrice che recita solo con la faccia, per veicolare nella maniera più melensa sentimenti scontati e farli capire senza problemi a tutti ("che brava attrice, da Oscar"). Aggiungete una storia (purtroppo divenuta realtà di recente) che spezzerebbe il cuore al più bastardo dei duri: una madre costretta da un nazista a scegliere quale dei due figli passerà per il camino. Non accontentatevi e aggiungete un contesto complessivamente assai infelice, fatto di sensi di colpa e povertà. Ma non fermatevi lì: manca la storia d'amore con un uomo che risulterà essere pazzo, e un tormentato rapporto a tre. Se possibile mettetevi dietro lo schermo e, nel caso gli spettatori non soffrano abbastanza, aprite al massimo il rubinetto delle sfighe. Ne risulterà un film per me irresistibilmente comico, e infatti me lo sono passato sghignazzando e commentando a voce neanche troppo bassa, sommerso in un turbine di fazzoletti. Da dietro, una voce rotta dai singhiozzi mi ha sibilato "che stronzo..". E a questo punto, mentre rimiro la gigantesca collezione che mi circonda, accenno un passo di danza talmente goffo che urto il proiettore e lo mando a distruggersi per terra. L'unico proiettore al mondo. Così, l'ultimo film prodotto dalla specie umana su questa terra sarà il modesto remake di un episodio di "Ai confini della realtà". Qui di solito mi sveglio urlando. postato da: Dust | permalink | |