[La pagina di Dust]
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martedì, settembre 14, 2004

Scrivere l'essenziale e studi di economia/2
ovvero Sintesi, studio, scrittura, Sraffa

Limitiamo insomma il tema della scrittura essenziale al particolare contesto di cui al post precedente. Il primo nome che mi viene in mente è Sraffa. "Produzione di merci a mezzo di merci" è un folgorante esempio di scrittura essenziale. Dovendo quantificarla, questa "essenzialità", proporrei il - siderale - rapporto tra numero di pagine che lo commentano e numero di pagine che lo compongono. O anche fra la mole di letture che presuppone e la - minima - dimensione fisica. Molti miei docenti avevano studiato a Cambridge (UK), e ce l'avevano un po' in comune quello stile: diretto, pulito, elegante, essenziale appunto. La ricetta prevede alcuni ingredienti fondamentali:
- preparazione solida, conoscenza approfondita anche delle teorie "avversarie", insospettabile competenza letteraria (ad es. su Virginia Woolf)
- minima esibizione di tecnicismi. Il testo di Sraffa si appoggia su una struttura matematica non certo elementare, ma tenuta sullo sfondo e spiegata in dettaglio da altri (compagni di lavoro, commentatori, epigoni)
- argomentazioni eleganti - preferibilmente distruggere le tesi dell'avversario dimostrandone l'incoerenza interna, una tecnica che mi ricorda le arti marziali giapponesi
- focus sui concetti forti, posti al cuore di modelli estremamente semplici. Qui citerei anche alcuni saggi di Kalecki, in particolare uno sull'"esperimento Blum", una specie di versione 'in vivo' della variazione di salari e prezzi in un'economia chiusa
- esposizione lineare, piana - estrema cura nell'evitare arborescenze incontrollate di subordinate e frasi fatte. Si ricordano drammi di studenti intrappolati in infelici espressioni del tipo "il dato punta il dito" o "andiamo alla messa in discussione" (o vai a messa o discuti)
Ho detto ricetta, come se gli ingredienti uno se li potesse disporre lì davanti belli pronti da rimescolare, ma sapete come succede con le ricette: di colpo ci trovate la frase "Versate ora la salsa sul vitello che avrete fatto rosolare per tre giorni" e scoprite che possiede un'imprevista dimensione narrativa. In effetti quello stile era il distillato di studio, metodo, tempo. E convogliava in quei testi asciutti e lineari una molteplicità di stimoli culturali: l'essenziale nasceva dal molteplice
Nell'apprendere questo stile (e altro) non sono stato un buon allievo, e il presente blog sta a dimostrarlo. Ma, come accade ai destinatari di ogni metodo educativo efficace, ne sono rimasto intossicato in modo irreversibile:
- non riesco a leggere aziendalese, politichese e burocratese senza soffrire nel profondo. Se l'ombra di Carver è all'inferno a regime duro la immagino ghost writer di un assessore
- sono tanto logorroico qui quanto stringato nei testi che mi capita di produrre sul lavoro, per la disperazione di colleghi e superiori che regolarmente mi implorano "scrivi più delle solite dieci righe"
- mi rimane la tendenza a spiegare concetti di qualche complessità con modellini il più possibile semplici, costruiti in modo da mettere in rilievo l'interplay delle variabili fondamentali in gioco. Tentate questo approccio - per dire - con un modello di bilancio aziendale su tre anni e salterà immancabilmente su qualcuno dicendo "E i ratei passivi ?". [ Questo meriterebbe approfondimenti: non c'è verso di far capire ad alcuni tipi umani che per estrarre senso dal casino (maxime se devi decidere qualcosa, e per me interpretare e decidere sono largamente sinonimi - ok non mi allargo), dicevo per capirci qualcosa in un campo soggetto all'azione di molte variabili non lo devi ricopiare pazientemente, ma scarnificare, estrarre le linee di forza principali e ragionare su quelle, ché per introdurre dosi di "realismo" c'è tempo dopo. Sottile e critica differenza tra "semplificato" ed "essenziale" ]
Difficilmente ho incontrato esempi di essenzialità ed eleganza così evidenti: certi algoritmi ricorsivi nei testi di Wirth, o lo iai do, che educa ad estrarre il katana e uccidere in un unico movimento - vedere i Sette Samurai per un esempio.
Invece il meccanismo del mio ragionamento è rimasto quello: un penosamente lento sgrezzare e approssimare concetti, avvicinandosi a spirale al cuore del problema, come la mano di un ubriaco che cerca di centrare con la chiave la toppa.
E a volte non ci riesce e gli tocca dormire sui gradini.















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