[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




mercoledì, agosto 04, 2004

Antidogmatico

Spocchia e Secondavisione hanno dettato le regole del dogma italico (v. anche qui). Le regole sono fatte per essere violate.

Si parte con un carrello circolare che mostra una tipica stanza di studenti fuorisede bolognesi (sobriamente colorata in giallo, azzurro e verde). Si capisce che è tipica dall'affitto. Ovunque libri e CD, memotak con messaggini illeggibili e inessenziali, posters molto ggiovani, ad es. uno col Che. In un angolo varie latte di pittura azzurra: è per le ante del casolare da ristrutturare.
Mr.Voiceover, narratore onnisciente e prolisso, incline a non farsi mai i cazzi suoi e didascalico in misura irritante, ci informa che gli urli isterici provenienti dall'altra stanza sono di Serena, i belati di Salvatore, un uomo di 32 anni fuori corso in tutti i sensi che passa le giornate suonando il bongo in piazza Verdi insieme ad un gruppo di amici:
Fifì, inequivocabilmente gay, ironico e trasgressivo ma anche creativo e dolcissimo
un gitano simpaticamente soprannominato Zinga che vive di furtarelli ma tutti glieli perdonano perché balla troppo bene ed è un po' l'anima della festa
Ahmad, lo spacciatore dal cuore d'oro (non nega dosi sulla parola a chi sta alla rota), che vorrebbe uscire dal giro ma non ce la fa perché mamma sta male e lui deve pagarle un'operazione che costa un monte di ghelli
In un rapido scorcio ci vengono mostrati in gruppo seduti a terra a fianco di un fittone (i.e. sorta di paracarro), la cui intensa interpretazione ha meritato la nomination all'Oscar.
In tv sta passando una cassetta in cui Salvatore ha mixato i filmini di un battesimo e tre cresime, virati seppia. Serena sta appunto sbraitando con Salvatore che la deve piantare di perdere tempo e soldi dietro a quel sogno impossibile di diventare regista. Lui ribatte debolmente che i soldi ce li hanno messi le zie.
Dopo vari minuti di carrello circolare (potremmo citare a memoria tutti i titoli della biblioteca) finalmente si decidono a entrare in scena Serena e Salvatore. Lei ha addosso - tra l'altro - una pashmina fuori stagione e una gonnellona a fiori. E' molto bella e fiera ma visibilmente iperuterina. Lui ha una maglietta insignificante e i jeans, ed è pietosamente inetto. Le urla vertono appunto su questa caratteristica. Ma Serena vuole un figlio e lui lo sa: non è così che se ne andrà.
Suonano alla porta: è Pogo, un simpatico gaglioffo ribaldo e bastardo, metà pirata metà artista o forse un pirata ed un signore e naturale che ha una grigia coda di cavallo. Fermo immagine [ dedicherei un art. del dogma anche a questo ] e Voiceover racconta tutta la vita precedente di Pogo dalle lotte studentesche al riflusso al tunnel della droga da cui è uscito quando hanno cominciato a crepargli attorno come mosche amici e conoscenti ma soprattutto Lei, l'unica donna della sua vita. [ col. sonora: selezione di brani d'epoca adatti a sottolineare i vari passaggi: "My generation", "Contessa", "Heroin", "Waterloo" ecc. ]. Che contano le altre quarantacinque che ha avuto poi: è un uomo costantemente in crisi e alla ricerca di se stesso, lo capirebbe chiunque, ma ce lo spiega scientificamente il suo psicanalista (sinistramente simile ad Andreoli) che dà la colpa ad una madre e a un padre rispettivamente troppo e poco presenti.
Il sospetto che Pogo si trombi Serena alle spalle di Salvatore è più che fondato. I 3 si fanno allegramente una canna. Il sospetto si fa certezza quando - uscito Salvatore per la solita jam session - Pogo e Serena fanno sesso in piedi contro la lavatrice. La mdp prima li segue con movimenti sussultori, poi pudicamente (pare di sentirla fischiettare imbarazzata) distoglie lo sguardo e ci offre una panoramica del bagno: mutande e calzini sporchi, ciocche di capelli nelle spazzole ecc.
Alla fine vai con un'altra canna, poi Pogo imbraccia la chitarra e intona a voce spiegata "La canzone del sole". La mdp pare volersi gettare dalla finestra ma è solo per inquadrare Salvatore che come un allocco, giù in strada, guarda in su smarrito. Si piange: è chiaro che ha sgamato e reagirà in modo negativo e immaturo. Difatti gira disperato per la città fino a sera spendendo ogni lira in junk food.
Fa conoscenza con Bobo, un barbone arzillo e filosofo che gli chiede la carità sorridendo e pronunciando la frase "Aiutami, ché sono messo male", destinata a spezzare il torbido incantesimo che paralizza Salvatore. E non ci si crede ma riesce un sacco a tirarlo su. Lo prende anche in simpatia e gli svela il suo segreto. In realtà è uno degli uomini più ricchi del pianeta, che si finge barbone per farsi un giro nel wild side della vita. Ora è davvero più saggio e vuole scrivere un libro sulla sua esperienza. Lo chiamerà "Zorro". Salvatore vuole dargli una mano ? Lo pagherà bene.
Salvatore si offre di realizzarne anche un film. Bella idea, fa l'altro, sei un cazzone ma solo i cazzoni sopravvivono in questa zozza società. E' l'inizio di una grande amicizia. I due si allontanano nella bruma, in un finale che dire solo lirico e sognante è offenderlo.













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