[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




venerdì, luglio 23, 2004

Suggerimenti non richiesti: "Il camping dell'orrore"

Sollecitato da questo divertente post di Alberto Puliafito gli ho inviato la trama di quello che diverrà il prossimo capolavoro dell'horror italiano, in grado fra l'altro di generare quasi automaticamente sequel mozzafiato

Guarda c’ho un’idea che praticamente si gira da sola. Te lo dico: è l’affare de la vita tua. Allora. Due ragazze partono per fare campeggio libero e in generale nuove esperienze – chiaro che alla fine della fiera una ci resta e l’altra rocambolescamente si salva (come è un dettaglio, ci pensiamo poi). Incontrano in discoteca un tipo really tough e tienti forte è un vampiro. Oh, mica di quelli che si cagano sotto per due agli o qualche fotone in più, dico uno alla Carpenter. E veramente figo. Campeggiano liberamente un po’ fuori mano e questo se le fa e se le vampira entrambe. Da lì il gruppo si sposta in un campeggio piccolino e un po’ alla volta contagia tutti. Parte da padrone e animatrici, e la sonnolenta vita notturna del camping cambia da così a così: il trio diventa l’anima della festa, si moltiplicano gli happy hours e le occasioni di sesso facile. Già mi vedo le scene clou:il morso nel cesso del camping, la caccia al tesoro con orgia notturna e bagno in mare, la camera montata su uno di quei carrelli traballanti alla Raimi che corre fra le tende, il camping di giorno: tutte tende oscurate. Vogliamo parlare dei picchetti ? Non sono di frassino ma possono fare lo stesso il lavoro. Arrivano i caramba causa schiamazzi ? Alè, arruolati anche loro. Struggente la scena finale in cui la ragazza sana dà l’addio a quella che resterà nel camping.
Per il titolo c’è solo l’imbarazzo della scelta: “Non aprite quella tenda”, “Tents and Teeth”, “La tenda dei morti viventi”. Il mio preferito è “Dracula in Palau” (location sarda, però, rischi di sforare): a) assonanza con “impalato” (roba per (im)palati fini) b) “u” finale che fa Transilvania c) cinefilo omaggio a Murnau.
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più ci penso più è dinamite pura: i vampiri diventano campeggiatori pemanenti. finisce la stagione turistica. che palle, tocca farsi gli animaletti (location sarda? le pecore). poi passano ai locali. la location sarda qui è un must: si allargano a macchia d’olio, in fretta d’estate, più lenti d’inverno. il film si chiude sull’inquadratura di una cartina della Costa Smeralda: il contagio (macchia rossa che dilaga) sta ormai stringendo d’assedio la villa del Berlusca. C’è spazio per ogni genere di sequel
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e dove lo mettiamo lo spessore metaforico del vampiro ? che te lo giochi come ti pare. Vuoi li messaggio ecologista-no global ? l’abusivismo edilizio e lo stupro dell’ambiente ti vengono gratis. poi c’è lo stravolgimento della cultura e dell’economia tradizionali: da canto a concordu, tenores, launeddas ai peggio gruppi dark e neometallari. il sangue delle pecore è un po’ il tavernello del suo genere: si passa all’allevamento degli squisiti pangolini. Vuoi il vampiro rivoluzionario ? (ti dice niente quella macchia rossa?): il capo scopre che il nano (sorta di Scaramanga, e qui c’è pure la contaminazione con 007) è un vecchio volpone di revenant pure lui e nella villa nasconde il segreto del fluido che realizza il sogno di ogni vampiro: farsi una bella abbronzatura. Ci sta un assalto alla villa del potere che neanche Eisenstein (ma no in ottobre che è fuori stagione), con tanto di slogan tipo “Plasma - Molotov”. Finale con vampiri che sguazzano come bambini nelle piscine. fidati, la trilogia ci sta tutta







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