[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




giovedì, luglio 22, 2004

Moleskine

Partecipato al Blogrodeo con questo racconto. E' piaciuto

Sto seduto ad aspettarti. La baia, una birra, il Carver che mi hai consigliato (meglio: ordinato di leggere, com’è nel tuo stile) e un Moleskine, il tuo registratore preferito. Mi sei mancato, in questi anni, nonostante le lettere, le foto, i reportage sui giornali - lo sai che non ne perdo uno. Nell’intervista hai detto tanto di te. Cose che non sapevo - strano pensare che anche tu cambi con il tempo - e altre che ricordo troppo bene. Neanche una parola su di me. Che non posso dimenticarti o superarti, catturato per sempre dai tuoi trucchi. E perso nei miei. Mi incantavi, con quei trucchi, ricordi. Far sparire le monete dalle mani - quello l’ho imparato di sicuro. In qualche mio trucco ci sei caduto, però. Per dirne uno, non è vero che mi sono laureato, che faccio la grana: passo la giornata intrappolato alla reception di un hotel di quart’ordine, e un paio di spacciatori nervosi mi stanno col fiato sul collo. La ragazza della foto non la conosco nemmeno, è un’amica di un amico. E non ho letto neanche uno dei libri di cui mi parli, ho giusto comperato questo per festeggiare il tuo rientro - e perché il titolo è così ironico.
Ti riconoscerò subito, dal vestito: non saranno in tanti, su quella barca, con un completo di legno. Dentro, il tuo corpo ricamato di suture, attraversato dai proiettili di un qualche cecchino ansioso di allenarsi un po’ su un bersaglio facile. Dicono che non hanno trovato il tuo Moleskine, ma io credo che sia lì, in qualche tasca, nascondendomi i tuoi ultimi pensieri.
E così non svelerò mai più nessun trucco al mio padre immateriale e lontano, non potrò buttarti in faccia questo fallimento, la mia scimmia, i denti marci, il naso che gocciola. Come sempre lo tieni in tasca tu, l’ultimo trucco.
Bentornato, papà

Poi, siccome ho più idee che capelli in testa - e sai che sforzo - ho immaginato un altro incontro sul molo

L’uomo era elegante. Meglio giudicarlo dagli occhi penetranti e feroci, non dal lieve sorriso, un po’ professionale. Scriveva sul Moleskine.
“Molto soddisfatto. Gli agnelli finalmente tacciono, mi dice Clarice. E fra qualche istante lui scenderà da quel battello, così ansioso di conoscere il nome del vero assassino. Lo inviterò a casa, naturalmente, e ahimé temo che la mia rivelazione lo deluderà - ma è così bello avere amici per cena”
Dal battello cominciarono a scendere i passeggeri. Il Dr. Lecter finì la birra, si alzò e, con Moleskine e Carver stretti in mano, si avviò a passo veloce verso un sovraeccitato avvocato Taormina.






postato da: Dust | permalink |