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Moleskine Partecipato al Blogrodeo con questo racconto. E' piaciuto Sto seduto ad aspettarti. La baia, una birra, il Carver che mi hai consigliato (meglio: ordinato di leggere, com’è nel tuo stile) e un Moleskine, il tuo registratore preferito. Mi sei mancato, in questi anni, nonostante le lettere, le foto, i reportage sui giornali - lo sai che non ne perdo uno. Nell’intervista hai detto tanto di te. Cose che non sapevo - strano pensare che anche tu cambi con il tempo - e altre che ricordo troppo bene. Neanche una parola su di me. Che non posso dimenticarti o superarti, catturato per sempre dai tuoi trucchi. E perso nei miei. Mi incantavi, con quei trucchi, ricordi. Far sparire le monete dalle mani - quello l’ho imparato di sicuro. In qualche mio trucco ci sei caduto, però. Per dirne uno, non è vero che mi sono laureato, che faccio la grana: passo la giornata intrappolato alla reception di un hotel di quart’ordine, e un paio di spacciatori nervosi mi stanno col fiato sul collo. La ragazza della foto non la conosco nemmeno, è un’amica di un amico. E non ho letto neanche uno dei libri di cui mi parli, ho giusto comperato questo per festeggiare il tuo rientro - e perché il titolo è così ironico. Poi, siccome ho più idee che capelli in testa - e sai che sforzo - ho immaginato un altro incontro sul molo L’uomo era elegante. Meglio giudicarlo dagli occhi penetranti e feroci, non dal lieve sorriso, un po’ professionale. Scriveva sul Moleskine. postato da: Dust | permalink | |