[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




mercoledì, luglio 21, 2004

Manchette / Hammett

Periodicamente mi invaghisco fino alla monomaniacalità di un autore. Questo vale in particolare per il genere noir [lo dico prima di chiunque: uso il termine in modo impreciso e vago, giusto per intenderci. Come poi ci si possa intendere partendo da un'imprecisione è argomento che eccede le mie competenze]. C'è stato ad esempio il periodo hard boiled, poi la folgorazione da Jim Thompson. E più di recente la mia love story con Manchette.
Probabilmente ci annusavamo da tempo, magari attraverso "Lo spione" di Melville, o Chabrol (non sorprende che abbia tratto appunto un film da "Nada". Visto secoli fa, mi pare di ricordare Lou Castel che spacca la testa a un poliziotto fiondandogli una biglia d'acciaio). Ma i rapporti di Manchette con il cinema sono in generale piuttosto intensi (v. IMDB
). Una bella introduzione a M. la scrive Valerio Evangelisti  (i numi tutelari italiani di M. mi pare risiedano tutti a Bologna, come Luigi Bernardi, che traduce lui e Malet).
Oggi leggo un brano di M. dedicato ad uno dei suoi maestri, Dashiell Hammett
, e naturalmente è un piacere ritrovare la prosa jazzata, secca, a volte brutale o insolente dei suoi romanzi. Prosa attraversata da un sense of humour aspro e costellata di inaspettati lampi da altre dimensioni (quella politica, ma anche quella letteraria o musicale) che M., con indifferente violenza, scaglia contro il lettore. Di quella prosa vi offro un assaggio trovato in rete: il famoso incipit di "Posizione di tiro", che mi ha fatto praticamente balzare in piedi - ero in autobus.
"Era inverno e scendeva la notte. Un vento gelido, che proveniva direttamente dall'Artico, soffiava sul mare d'Irlanda, spazzava Liverpool, sibilava attraverso la pianura del Cheshire (dove i gatti reclinavano le orecchie per il freddo, quando lo sentivano sbuffare nel camino) e, infilandosi attraverso il vetro abbassato, andava a colpire gli occhi dell'uomo seduto nel furgone Bedford. L'uomo non batteva ciglio"

Consigli per gli acquisti (farei prima a dire "tutto"): "Nada", "Piccolo blues" (amatissimo), "Posizione di tiro", "Fatale". I due libri con l'investigatore Tarpon ("Piovono morti" e "Un mucchio di cadaveri"), che pure ti piazzano lì alcuni dialoghi strepitosi, mi sono piaciuti appena un po' meno.




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