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giovedì, febbraio 05, 2004

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Inflazione e casalinghe colpevoli: una storia vera di caduta nella spirale dell'acquisto incosciente - e di redenzione

Come ogni brava casalinga di Voghera, come ogni coscienziosa nemica dell'inflazione, come ogni mattina, Gina si mise alla tastiera del pc.
Non era sempre andata così.

Impossibile dimenticare i giorni perduti, quando tutto il suo essere desiderava solo finire in fretta la spesa, incurante del carovita, ignorando offerte vantaggiose, chiudendo la porta in faccia ad umili apostoli recanti fogli di speranza colorati, ricolmi di salvifici 3x2. Le squallide routine, le tristi bugie dell'inflazionista: "Così ho più tempo per mio marito, per i miei genitori e anche per me", "Smetto quando voglio", "Per una volta, crepi l'avarizia!". Un brutto film, "Una sporta piena di pioggia", materiale per Hubert Selby jr. jr.
Solo quando ormai la sua vita, la sua coppia, il fragile bilancio famigliare erano sul punto di spezzarsi aveva trovato la forza di varcare la porta degli Inflazionisti Anonimi.

Quante storie come la sua aveva ascoltato! Storie atroci fatte di acquisti d'impulso, di pusher che ti aspettano al varco sotto casa con le loro mele lustre, i pomodori rigonfi - e ti succhiano l'anima e il magro stipendio del marito, che ti crede una saggia amministratrice. Che entra in depressione perché i soldi non bastano mai, e si sente un fallito.
Aveva visto le casalinghe migliori della sua generazione affrettate, malvestite, isteriche correre all'alba per mercatini rionali comprando insalata a qualunque prezzo da sorridenti tagliagole o da fetidi usurai sempre pronti con il loro jingle "non c'è roba in giro, sa, le gelate..."
Sperperi nascosti, sordidi litigi per le dosi tagliate dai trucchi della bilancia, e tanti "Qui non ci torno più !"...ma poi ci tornavi, eccome se ci tornavi. Qualunque scusa era buona per togliere tempo alla spesa: un pagamento in posta, un banale raffreddore, a volte (dio che schifo!) la banale prospettiva di una canasta con le amiche.

Ma basta con i brutti pensieri, ora era un'altra donna.
Caricò i dati di fabbisogno inviati dal frigorifero, un modello vecchiotto e massiccio di E-Zoppas che ci metteva un po' ad elaborare e curiosamente si perdeva sempre la data di scadenza delle mozzarelle. Fece lo scanning della dispensa, una Scavolinet nuova di pacca (25 ripiani climatizzati, lettore ottico per codici a barre, 60 Giga zeppi di ricette recitate dalla Cuccarini e di programmi di cottura preimpostati, "la + amata dagli
itali@ni"). Ispezionò la cantina - desolantemente poco collegata - con una webcam, trovando anche il tempo per fulminare un topo con il laser collegato al joystick

Modificando qualche dato a mano azzerò con particolare soddisfazione un'allarmata voce lampeggiante in rosso (= warning ! pattern di consumo non matchante con profilo utente ! ).
L'ora del fixing era passata, tutti i prezzi e le offerte erano fermi. Si lesse le news del suo analista preferito: comperare pomodori, previsti forti rincari e shortage generalizzato in settimana. Detersivi per lavastoviglie: ritardare l'acquisto, rumors su imminente 3x2 alla @lunga di piazza Berlusconi.
Inserì i pomodori in lista, purtroppo per il detersivo niente da fare, serviva proprio. Aveva sbagliato qualche proiezione e ora doveva rimediare con un prodotto di fascia bassa, anche a costo di rinunciare al suo brand preferito e di beccarsi l'email preoccupata del produttore.

Postò la lista degli alimentari + le rilevazioni settimanali del peso suo e del marito (downloadate dalla bilancia Peso.net) al dietologo di Vogher@slim.it, che suggerì sagge ottimizzazioni e aggiunse qualche benevolo tocco di fantasia, come il radicchio trevigiano, la papaya e i lychees. "Però stiamo mettendo su qualche chiletto di troppo, signora" la redarguì il dietologo (adeguatamente iconizzato in un avatar filiforme), facendola sospirare e sorridere.
Così preparò due liste - l'originale e quella dietetically correct - e le diede in pasto al suo software di e-shopping,
EZ-Vogh@rashop, che in un attimo le compilò la lista delle opzioni. L'ottimizzatore finanziario Eurafamily scartò istantaneamente la lista weightwatcher a favore di quella eurowatcher, sensibilmente più compatibile con il bilancio famigliare.
Incominciava il lavoro duro: solo per le merendine stavano flashando almeno cinque maxiofferte. Per prima cosa piantò alcuni paletti: le braciole ad esempio le comprava da Armando, il macellaio sotto casa. Ne restavano giusto due, all'asta, e ci piazzò sopra un'opzione. Sistemò in modo analogo zucchine e cetrioli.
Definì con maggior precisione quantità e confezioni dei restanti items, poi restrinse la ricerca zoomando sui soli iper/super più affidabili e cliccò sul tasto "Fammi il conto". Sorpresa: era in testa il
Con@d all'incrocio via Tremonti / viale Fassino. Se la dovevano passare maluccio per l'apertura del vicino iper di piazza Rutelli. Girò questa chicca al forum di casalinghe SweetHomeVoghera. Notò un nuovo thread:
Goofy: "Le pere di Pippo in largo D'Alema sono fantastiche e costano niente"
MissRossella: "Intendi Pippo-il-ladrone?"
Pricebuster: "E quelle del negozio all'angolo? Vogliamo parlarne?"
ForumVoyeur: "Le uniche pere buone del negozio ce le ha la moglie di Pippo"
VanityFair: "Pippo, lo sappiamo che sei tu: almeno cambia nick".

Passeggiò pigramente in qualche negozio su VogheraMall, browseggiò un elenco di prodotti fittanti col suo profilo, seguì un paio di suggestioni del genere "chi ha comperato questo ha comperato pure quello" e si immerse nell'opulenta gamma di spunti per una serata davvero diversa su VogheraDiSera.it Infine si soffermò su un nuovo messaggio lampeggiante collegato a quel particolare item: "Chi smette di comperare questo, spesso è interessato a questo!", affiancato dalla fotina di un prodotto farmaceutico. "Già fatto..." pensò Gina.
Diede l'ok e sguinzagliò l'ordine - tempo di consegna garantito: poche ore. Poi si aggiudicò le braciole e scese a riempire la borsa con atomi di spesa fisica.

A sera, il marito la trovò in attesa davanti al pc.
"Vieni qua, Pino, dammi una mano con questo form"
"Lo sai che non sono bravo... vediamo... creazione di nuovo profilo utente. E perché mai dovremmo... vuoi dirmi che... amore, ma è bellissimo! Sei sicura, vero?"
Gina abbassò gli occhi sorridendo: "Sì, sia il test sia
Gin@cologodiVoghera.it me lo confermano... ho aspettato un tantino a dirtelo..."
"E che vogliamo chekkare qua, M o F?"
"Non è un campo obbligatorio, al momento. Però possiamo già prenotare la tutina rosa e Barbie Raperonzolo. Ci mettiamo avanti, un altro colpetto all'inflazione"
"No, scusa, preferirei l'opzione 'tutina azzurra + Hulk'"
"Va bene, noioso, possiamo sempre switchare entro 9 mesi, ci invieranno dei reminders"
"E il nome da M (o F)?"
"Vediamo, ci sono due liste a tendina..."

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