La "Deposizione di Silvio" è un dipinto attribuito quasi unanimemente alla scuola del Bonaiuti. La grande tela sintetizza in pochi particolari processo e crocefissione sul Monte Citorio per mano - così vuole la tradizione - di comunisti: toghe rosse e strumenti di tortura (falce e martello) ai piedi della croce, in cima il beffardo cartiglio "SARI" (Silvius Arcorensis Rex Italianorum). Sorregge il corpo un discepolo in cui si ravvisa il Bondi, altro artista della bottega. Tra le dolenti spiccano la madre (il borsellino è icona di accorta gestione delle spese di casa) e Miriam, la bella "Veronica". A lato, i centurioni dividono le spoglie al popolare gioco dell'opa (simbolo di corruzione morale), i tratti avidi e crudeli forse ispirati ad un gruppo di briganti dell'epoca, "L'unione". Gli scudi crociati e la fiamma tricolore a cui si scaldano alludono invece a un'oscura vicenda politica locale: la congiura ordita da ex alleati per eliminare il delirante principe ormai in preda a demenza