[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




venerdì, dicembre 16, 2005

Post sotto l'albero

Squonk replica la sua raccolta di post natalizi nel 2005

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mercoledì, dicembre 14, 2005

Dadoromanticismo

In questo breve componimento il poeta canta, con toni ora drammatici ora sarcastici, l'infelice amore - platonico - per Didone, giovane allieva costretta per il suo comportamento scandaloso (compare un numero che pare riferirsi all'intera squadra di calcio scolastica) a ritirarsi dal collegio in cui il poeta stesso insegnava. Il disinganno è bruciante, e l'amor proprio del Nostro ne rimane profondamente ferito: "nude idi" sintetizza con forza il doloroso periodo di solitaria riflessione che lo attende.
Il titolo allude chiaramente ad una scelta casuale, non meditata, ma - forse - anche ad un destino già iscritto nel corpo stesso della donna. Interpretazione rafforzata da quell'insistenza sul termine "dna" che assurge a simbolo di un universo ciecamente deterministico.
Si notino gli indiretti accenni alla deformità fisica e alla povertà che tormentavano il Nostro ("dna acido", "adoni", "ducale") e al desolato panorama  interiore ("landa di dune"). La durissima, amara, riflessione che chiude la poesia rielabora un noto proverbio popolare e già prefigura - pur se in forma ancora acerba - la tematica del dualismo bellezza-corruzione più compiutamente sviluppato nella produzione successiva.

Lanciando due dadi

Odi linda educanda ?
Cadi da luna, Didone,
donna decidua ! Di là
cadi, denudando ali.
Laida, nuda, dicendo
"Alunne, addio! Caddi..."
E dandola ad undici
induci aedo dal dna
caldo a nude idi. Dna
acido, landa di dune..

Addio, ludica. Dànne.
"Do". Ed adunca dilani
adoni di dna ducale

Culo di dea dà danni

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