[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




venerdì, aprile 22, 2005

Racconto per il concorso "100 parole" de La Feltrinelli
(chiaramente non ha vinto)

Il Vecchio quasi li scannerizzava, i banconi della Feltrinelli. Tom, osservandolo dietro lenti scure, accarezzava copertine con la sinistra. Rammstein in cuffia. La destra umida contro il metallo.
Il Vecchio aveva trovato. Lo seguì alle casse, sfiorando una commessa. Capelli a caschetto, e che occhi. "Attenta con quello sguardo. Qualcuno potrebbe farsi male" - ma non glielo disse, né allora né mai.
Il Vecchio lo inquadra, deforma la bocca, protende mani e libro. Tom con la destra - pop - dritto nella copertina. Non è una Bibbia, non salva il Vecchio.
Ora calmo, fuori - "Bestrafe Mich" - senza rimorsi.

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martedì, aprile 05, 2005

Il camerlengo e l'immortalità
(scritto per il
blogrodeo)

Sì, in questi giorni tutti parlano di me.
Fino a ieri mi confondevano con una specialità gastronomica (“Alla riscoperta dei sapori di una volta: pane e camerlengo” “Vieni a cena da me ? Ho un Camerlengo del ‘98 - annata fantastica !”), con un ballo lascivo (“Mi concede questo camerlengo?” “Conte, lei è troppo ardito…”), un animale in via d’estinzione (“Gli ultimi dinosauri: sulle tracce del misterioso Camerlengo”), un pittore del seicento (“Camerlengo e la sua bottega: Rubens è nato qui”). Sopporto i peggiori giochi di parole, tipo gli anagrammi sul muro del gabinetto
carne golem
lego/gelo carmen
crema? no, gel
colma negre
rogne calme
e il più azzeccato: “re ? col menga !”
Me la dovrei prendere ? No e poi no: conosco i miei limiti. La fama, gli onori, i libri di storia non fanno per me - camerlengo sono e camerlengo resto. Come la luna, sorgo quando quello là è tramontato. Oggi sono in piena esposizione mediatica, domani ne arriva un altro e io torno nel vassoio dei formaggi.
Non è qui il problema.
E’ che immerso in questa massa vagante di sacro, attraversato da scariche di soprannaturale, sciacquandosi in questi bagni di eternità.. be’, a uno gli viene una certa idea. Anche solo la speranza di una contaminazione, non so, per contatto, per insufflazione o per la forza del pensiero. Per il fatto di camminare in certe stanze così abitate dal divino che te le immagini come inzuppate di miracolo. Io ci credo: i miracoli accadono. E perché proprio questo no.
Insomma, per farla breve vorrei diventare immortale. Pensaci: due piccioni con una fava - mi permetto di dire nel caso ci sia Qualcuno in ascolto. Sarebbe il miracolo permanente, mai verificabile né smentibile. Io sempre vivo, lì ad additare in eterno l’eternità, facendomi beffe degli scettici, una domanda senza risposta. Muto come Cristo davanti al Grande Inqusitore, impassibile ed enigmatico come il monolito di Kubrick. Vivrei, e con il mio solo vivere (da camerlengo - un ruolo che sarebbe bene ricoprissi a vita, pensa solo all’esperienza accumulata) testimonierei per la vera fede, granitico e immutabile. Pensaci, è l’uovo di Colombo: il miracolo definitivo, “one miracle fits all”.
E, se mi è consentito aggiungerlo, potrei garantirTi pure un discreto introito pubblicitario.

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lunedì, aprile 04, 2005

Mi si trova più spesso qui

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