[La pagina di Dust]
   If a frog had wings, he wouldn't bounce his ass so much
 




sabato, ottobre 30, 2004

Christopher e Spooky

Il vecchio aveva raccolto la sua mercanzia in una specie di lenzuolo sporco e si stava riparando dalla pioggia in un portone. Dalla finestra non si potevano vedere, ma Frank lo sapeva: erano piccole figure stilizzate ricavate da filo di ferro trovato per strada o regalato da qualche negoziante. Uomini con le braccia alzate minacciosamente, o forse fissati in un grido. Altri erano rannicchiati sotto un peso insostenibile, sotto una condanna, un bombardamento, sotto l'ultima sprangata.
Così Frank si voltò verso il figlio, che aspettava la favola della buonanotte.


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giovedì, ottobre 28, 2004

C'è tempo e modo
in difesa del congiuntivo

E' indicativo che non si ritenga imperativo condannare - col beneficio della condizionale, beninteso, non a una pena infinita - chi offende il congiuntivo. Questo presente non è perfetto, e immagino il Manzoni, là fra i trapassati, tormentarsi per il futuro della nostra lingua, non certo semplice come in epoche anteriori. L'italiano fa ormai parte del passato, è un ricordo remoto. Gli insegnanti - anche i più riflessivi, considerati ormai persone singolari e irregolari - sono passivi, supini, declinano ogni offerta di aiuto - si limitano a verbalizzare. Non siamo tra chi depone la speranza, perfino di questi tempi. Dobbiamo essere attivi. In che modo ? Coniugando una pluralità di soggetti si può sfuggire a questo universo impersonale, per un nuovo mondo più che perfetto.


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mercoledì, ottobre 27, 2004

Collateral
Lost in citation

Ho visto in questi giorni "Collateral" e "Sentieri selvaggi". Evito commenti sul secondo - penso solamente all'espressione "larger than life", adatta a quei personaggi animati da qualcosa di potente e archetipico a cui non resti indifferente, simpatia o no.
Prendiamo invece Max e Vincent, la coppia di "Collateral", che la visione ravvicinata dei due film mi ha in qualche modo costretto a confrontare con i "giganti" di Ford. Rispettivamente un tassista inchiodato a un lavoro frustrante, perso in fantasie da wannabe padroncino e un killer coscienziosamente deciso a rispettare un impegno contrattuale che prevede l'eliminazione in poche ore di cinque tizi.



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lunedì, ottobre 25, 2004

Ciao Ralph - Ciao Sam / 2

S: "Che casino per il libro dei blogger"
R: "Come niente ti diventano gli scrittori di domani, Sam"
S: "E il blog di Dust se lo leggono tre gatti, Ralph"
R: "Non mi verrai a dire che vorresti finire su carta"
S: "Naa. Con tutto il rispetto, amico, Dust sta a uno scrittore come il barocco brianzolo sta a quello leccese"
R: "Questo è parlare"
S: "Conosci te stesso, dico io"
R: "E non sei il primo. Parole sante, comunque. Che Dust se le scolpisca in quel cranio deragliato"
[birra]









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giovedì, ottobre 21, 2004

Sciocchezzaio misto

Non avendo in testa nulla da scrivere riciclo qui alcuni recenti contributi a I Maltusiani, per gli sventurati che se li fossero persi.

Una deliziosa filastrocca popolare americana finalmente tradotta in (pseudo)padano
Eenie, meenie, minie, moe,
Catch a nigger by the toe,
If he hollers let him go

Bossi Fini Boso Cè
ciapa el negher par i pè
e se el vusa, el turna indrè

sottotitolato per non-patatonici:
afferra saldamente la persona di colore per le estremità inferiori
nel caso egli/ella alzi il tono di voce si renderà necessario rimpatriarlo/a

n.b. il termine "patatonici" non è dispregiativo, come qualcuno potrebbe credere, ed è già presente in un famoso testo latino "..qui ipsorum lingua Celtae, nostra Patatonici appellantur" (De bello villico)

Alcune variazioni su ossimori e prefissi (di, tra,..)

Una storia sordida
Dimoro Dispaccia
Dichiara Dibatte

Distanza
Diletto
"Diamante !" Distesamente

Diritto
Dimissionario
Diviene
Dipende

Diventi

Discolo

Falso in bilancio
Trascurati i denari trasferiti
Tralasciate le trattenute
Addestro l'ammanco,
Traviso il tracollo
L'inganno traluce ? E io lo trascuro !
ed infine, voilà !
con un circoletto
è circoscritto il passivo

Ossimorico notiziario parrocchiale
Una sinecura, ma la Curia non se ne cura

Il curato, malato,
ha assunto una perpetua
a tempo determinato





























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domenica, ottobre 17, 2004

Exercise #1

Scrivi una breve recensione di qualche film che ami e di qualche film che odi

E' uno dei miei incubi preferiti. Dover salvare dalla distruzione un numero limitato di oggetti scelto in un insieme particolarmente amato tipo libri, dischi, film. Persone no, lì me la caverei facilmente.

Mentre mi è perfettamente chiaro il concetto di dannazione non mi sento troppo preparato su quello di salvezza.

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venerdì, ottobre 15, 2004

Aggiornamenti sul palindromonstre

Sul venerdì di oggi Bartezzaghi pubblica il lunghissimo palindromo di Batman. Pur mantenendo le proprie riserve sui palindromi troppo lunghi non può non riconoscere l'ingegno del mio amico pipistrello, magnanimemente definito "autore di sicuro talento".

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giovedì, ottobre 14, 2004

$title = "Programmazione, linguaggio, Tolkien";
$subtitle = "Larry Wall all'Italian Code Jam";
print "$title\n$subtitle\n\n";

E' veramente affascinante ascoltare qualcuno che ti parla di come ha inventato un linguaggio. L'esperienza è ancora più divertente se la persona è decisamente simpatica e ha ottime capacità di comunicatore. Aggiungiamo che Larry Wall, l'inventore di Perl, ha la mia età e sembra - diversamente da me - uscito da un gruppo westcoast anni '70. Cosa che per quanto ne so potrebbe anche essere vera. Mi è capitato di ascoltarlo all'Italian Code Jam tenutosi sabato a Ferrara. La sua presentazione del Perl 6 (una revisione imponente) si è concentrata sulle premesse "filosofiche" e progettuali del Perl, i suoi rapporti con linguistica, altre scienze e arti (golf incluso) e vari richiami al "Signore degli anelli".
Perl è l'unico linguaggio di programmazione che uso da qualche anno. Non sono un vero programmatore, ma potrei definirmi un onesto artigiano che si fa da solo alcuni tools di utilizzo quotidiano, tra cui anche un paio di servizi informativi via Web.
Mi è piaciuto da subito, Perl e Larry Wall mi ha chiarito molto bene il motivo fondamentale: perché si comporta per molti aspetti come un linguaggio naturale
- lo apprendi in parte studiandolo ma soprattutto usandolo
- quel che impari lo riutilizzi in molte situazioni
- ci sono diversi livelli di competenza accettabili
- ci sono molti modi di dire la stessa cosa ("There's more than one way to do it" è un po' il motto di Perl)
In sintesi, puoi arrestare il tuo impegno al livello richiesto dai tuoi reali obiettivi e necessità, come accade imparando una lingua. Per esprimerti meglio c'è sempre tempo e soprattutto potrai rendere i tuoi "discorsi" più complessi, eleganti, efficienti imparando progressivamente nuovi modi di esprimerti.
Ma ci sono altri motivi di fascino. Ad esempio la ricerca di pulizia e rigore ("Syntax shouldn't dangle in the wind"), di espressività, la cura nel celare la complessità e le "furbate" ("Hide the fancy stuff"), per rendere il linguaggio davvero accessibile. E, come base su cui costruire, alcuni concetti forti: condivisione della conoscenza, cooperazione con e incorporazione di culture e linguaggi diversi (si prende a prestito quel che funziona, ma per creare qualcosa di nuovo), ospitalità ("Newcomers are welcome"), compresenza di varie "subtribes".
Non ultima, nelle parole di Wall, la "Culture of fun".
Definitely, molto West Coast.













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martedì, ottobre 12, 2004

Ma come fanno i critici ?

Il film di Almodovar mi ha suscitato un interrogativo di una certa profondità: ma come se la cava un critico di mestiere - contrattualmente obbligato a scrivere il suo pezzo, voglio dire - di fronte a un film che non gli ha detto assolutamente niente ? Proprio tipo acqua fresca. Ho realizzato che Almodovar ha raggiunto il mio personale livello di indifferenza, per ora valicato solo da Woody Allen, che con la sua ultima prova mi ha davvero seriamente irritato.
Con adeguato training - a cui vado a sottopormi nelle prossime settimane - spero di riuscire a darmi una risposta convincente.


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domenica, ottobre 10, 2004

Le esequie premature

(Six Feet Under)

Almeno questa facciamola bene.

Con un anticipo che mi auguro ampio vorrei definire i dettagli della mia uscita di scena. Quando stiro le zampe, intendo. Vorrei a) evitare sprechi di denaro su investimenti sbagliati (i.e. me stesso) e b) garantirmi una cerimonia di mio gusto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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giovedì, ottobre 07, 2004

Fogerty e Moore leggono questo blog

Lo dicevo, io, che "Fortunate son" ci stava bene con Fahrenheit 9/11. E guarda un po', ti ritrovo Fogerty che la canta al concertone anti-Bush. Dall'articolo di Portelli sul Manifesto di oggi scopro anche che Moore in persona avrebbe detto «Bush, il figlio fortunato che non ebbe bisogno di andare in Vietnam, adesso manda in guerra i figli non fortunati dei poveri e dei lavoratori. Mi piacerebbe suonare questo brano a tutto volume davanti alla Casa bianca, una sera».
[ Non era preparata, giuro. Solo prevedibile. ]


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martedì, ottobre 05, 2004

Rigidità e fragilità
Le conseguenze dell'amore, un film di Paolo Sorrentino

Confinato nel limbo astratto e malinconico di un hotel sul lago di Lugano, nel perimetro scostante di una personalità rigida e insieme fragile, che sotto pressione non può trattenere la materia interiore calda, corrotta, vulnerabile: questo è Titta Di Girolamo, protagonista di "Le conseguenze dell'amore".


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lunedì, ottobre 04, 2004

Gandhi vs. Banana Butterfly


Il filo del discorso

- se Gandhi avesse avuto a disposizione le odierne tecnologie della comunicazione

- avrebbe potuto diffondere ovunque il proprio pensiero

- il mondo avrebbe capito e sarebbe diventato migliore

Lo spot Telecom-Spike Lee, per quanto di grande impatto, mette in opera sostanzialmente tre luoghi comuni che non sopporto (in linea con quanto ne ha scritto Robecchi sul Manifesto di domenica).

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venerdì, ottobre 01, 2004

Shot, run, swing

Il protagonista di "Cocaine Blues", che Johnny Cash esegue per i detenuti di Folsom, mentre se ne va in giro la mattina presto pensa bene di tirare un paio di volte
I took a shot of cocaine and I shot my woman down
Piuttosto essenziale: due shots di fila, e quel "down" finale che non lascia molte speranze. E c'è un buon motivo, per almeno uno dei due



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