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Bartezzaghi e il palindromonstre Il maestoso palindromo che vi ho proposto giovedì è stato pubblicato sul Barbiere della Sera , scatenando una discussione in cui è stato chiamato in causa Bartezzaghi, piuttosto freddino riguardo al monstre. Sbartezz ha risposto e, con indubbio fair play, lo ha pubblicato in Lessico e Nuvole di oggi postato da: Dust | permalink | I ain't no senator's son Fahrenheit 9/11 mi faceva suonare nel retro della testa un brano, ma non riuscivo a sintonizzarmi. Eccolo qua, pare scritto apposta per Moore e invece era in Forrest Gump. Per quanto ne so l'unico pezzo "politico" (acqua di rose, peraltro) dei Creedence postato da: Dust | permalink | Spiderman 2 Raramente la psicologia e i drammi esistenziali dei supereroi e in generale dei personaggi di fumetti e cartoons mi appassionano. Vedere un marcantonio verde in crisi di identità, magari in posizione "pensatore di Rodin", mi provoca conati di sghignazzo - e la memoria ritorna al primissimo piano dell'improvviso insight di Mongo (Mezzogiorno e mezzo di fuoco) "Mongo è solo una pedina nel gioco della vita". postato da: Dust | permalink | Versacci postato da: Dust | permalink | Salvatore Palindromo Non dovrei sempre lamentarmi che il blog mi annoia e il tedium vitae e il funestus veternus ecc.: la rete (il Barbiere della Sera in primo luogo) mi hanno fatto incontrare varie persone simpatiche con cui ho frequenti scambi di email. Si va dal cazzeggio alla politica al consiglio di lettura alla pura e semplice molestia da tonalità depressa (mia specialità). Uno di questi amici è Batman, tra l'altro prodigioso creatore di palindromi. Quello che trovate sotto - in anteprima nazionale - è tra i più lunghi esistenti in italiano. postato da: Dust | permalink | Una storia di Spooky [ Doveva essere un raccontino senza aggettivi, secondo uno spunto del Laboratorio di BookCafe. Qualcuno invece c'è finito dentro, ma non ho voglia e tempo di rimetterlo a posto ] Fa venire freddo a guardarlo, Spooky. Non so, ha qualcosa negli occhi e in quelle mani tracciate da fasci di vene e muscoli. Una tensione nelle spalle, come fosse lì lì per aggredirti. Nessuno ricorda una sua risata, o un qualche momento di cazzeggio. Quando parla, le frasi sembra che le scolpisca, ti crea nello spazio attorno strade, progetti, piani d'azione. postato da: Dust | permalink | La sinistra riversa Ringraziando Lorenzo per la segnalazione dell'articolo di Luca Sofri su Vanity Fair dico subito che non conosco una bel nulla del LucaSofri-pensiero e lo leggo quindi come fosse un apax legomenon, mentre chissà quali elaborazioni ci staranno dietro. Lo scoprirò solo vivendo, ma ho il sospetto che preferirò campare nell'ignoranza. Perché non seguo wittgenstein.it ? Jägermeisterianamente (per rimanere sul mittel): non so perché. Forse mi irrita il nome del blog. postato da: Dust | permalink | Incaprettato Trovo pertinenti - ma non condivisibili nel loro esito - le critiche a Fahrenheit 9/11 svolte su "Duellanti" da Carlo Chatrian, che prende spunto dalla strategia retorica di Moore per accusarlo di fare non cinema, ma audience. Il film di Moore risponderebbe "a una strategia del consenso", ma abbandonando "l'idea che la realtà si può cambiare". postato da: Dust | permalink | Ciao Ralph - Ciao Sam R: "..e così, a quello dei fratelli che si chiama Ivan questa cosa che i bambini si meritano di soffrire tale e quale un pezzo d'uomo fatto e finito e col lume della ragione e che magari la sua animaccia sarà nera come il peccato, be', dico, questa storia proprio non gli va giù, a Ivan" postato da: Dust | permalink | Scrivere l'essenziale e studi di economia/2 Limitiamo insomma il tema della scrittura essenziale al particolare contesto di cui al post precedente. Il primo nome che mi viene in mente è Sraffa. "Produzione di merci a mezzo di merci" è un folgorante esempio di scrittura essenziale. Dovendo quantificarla, questa "essenzialità", proporrei il - siderale - rapporto tra numero di pagine che lo commentano e numero di pagine che lo compongono. O anche fra la mole di letture che presuppone e la - minima - dimensione fisica. Molti miei docenti avevano studiato a Cambridge (UK), e ce l'avevano un po' in comune quello stile: diretto, pulito, elegante, essenziale appunto. postato da: Dust | permalink | Scrivere l'essenziale e studi di economia/1 Metà anni '70, Modena, Facoltà di Economia. Fra gli studenti ci trovavi Dust, immerso in un blend irripetibile di momento storico, contesto politico, dibattito teorico, con gruppi di insegnanti e di studenti spesso in full contact per l'intera settimana in quanto fuorisede e conviventi in appartamenti in affitto. postato da: Dust | permalink | Chiusura per scampolo di ferie e non solo Il blog chiude da oggi pomeriggio fino almeno al 12. Poi decido se riaprirlo. Sarà un momento particolarmente negativo (o invece finalmente lucido), ma da un po' mi pare un'esperienza insipida, motivo di noia e nausea generalizzata. Bisogna trovare in fretta un altro giochino. postato da: Dust | permalink | Scrivere l'essenziale Ho partecipato al concorso "Scrivere l'essenziale". Il tema mi ha suscitato (non saprei dire esattamente per quali alchimie) due pensieri non chiaramente correlati e sui quali è senz'altro bene che non stia a tirarmela da grande filosofo: postato da: Dust | permalink | |