|
Il mio peloso eroe personale E pensare che probabilmente ci siamo visti, a Berlino. Ma non c'è stato tempo per presentazioni e così non ho conosciuto di persona Juan (ma per me è Giuàn), l'orso protagonista di una tentata fuga dallo zoo. postato da: Dust | permalink | Questa mattina Vorrei non avere letto il titolo strillato dal Resto del Carlino, il giornale che Bologna forse si merita, vorrei non ricordare l'appello dei figli. postato da: Dust | permalink | Von Clausewitz e le vacanze Letto un bel post sul viaggiare da soli nel blog Alifbay. Adesso allora racconto come si viaggia in 4: 2 genitori (G1 e G2) + 2 figlie (F1 di 11, F2 di 16). Gli ingredienti del manuale di strategia per genitori più che abili ci sono tutti. Per affrontare il problema armarsi di atlante, calendario, mix preferito di alcolici, sostanze psicotrope, tranquillanti. Non approfondirò questo aspetto, ma il tutto si svolge su un normale sfondo di casini lavorativi, domestici e magari pure personali. postato da: Dust | permalink | Sul ponte sventola bandana bianca Si aggiunge una nuova macchietta al repertorio del nostro più noto comico, che sta spopolando in tutti i teatri di varietà d'Italia, da Roma alla Costa Smeralda. E' Bandanoforo, il simpatico ribaldo che anima le notti di Porto Rotondo con la fida spalla, il serafico Tonibblèr, detto Milordo. Riportiamo parte del monologo (scusandoci per l'imprecisa trascrizione dal romanesco) insieme alla classica, intramontabile "Gaffone" postato da: Dust | permalink | Berlino
Spesi (bene) un po' di giorni a Berlino con l'intera banda famigliare. Berlino l'avevo già vista con il muro (dormendoci anche a ridosso dentro una scassata Renault) e poco dopo la caduta. Sostanzialmente tre città - e tre fasi della mia vita - diverse. Alexanderplatz in perenne mutazione, una zona di grattacieli sovraimpressa a Potsdamer Platz, frammenti di muro musealizzati che comunicano poco o nulla ai più giovani, però con alcuni bei murales, in particolare una Trabant che lo sfonda. Peccato non rivedere una vera Trabant: sembravano macchinine appena fuggite da un autoscontro. postato da: Dust | permalink | Vacanze intelligenti: letture consigliate Mi corre l'obbligo di segnalare a chiunque passi di qui un'imperdibile iniziativa editoriale, un'opera che non può mancare sotto l'ombrellone del web-addicted. Per lenire le crisi di astinenza da mancanza di connessione niente di meglio di questa agile eppur densa pubblicazione, dalla grafica a dir poco spartana: tutta sostanza, insomma. [ E con questo ennesimo sbocco di demenza mi congedo per un po' ] postato da: Dust | permalink | Vacanze intelligenti: il confino Tempo fa il cav. B. definì il confino fascista "una vacanza". Si sarebbe trattato, in parole povere, di un incentivo al turismo, forse rude ma comunque mirato a valorizzare luoghi di grande bellezza. Ispirato da questa suggestiva visione scrissi questa "Confino a Portofino", che ripropongo qui perché oggi non mi viene in mente niente altro e tanto non l'avevate mica letta I found Pertini in Portofino Versami un altro whisky, Gino Lenin e Marx ho accantonato Che grandi svacchi 'sti confini Il Manifesto è impolverato A Cambridge vada pure Sraffa Scende la sera a Portofino postato da: Dust | permalink | Antidogmatico Spocchia e Secondavisione hanno dettato le regole del dogma italico (v. anche qui). Le regole sono fatte per essere violate. postato da: Dust | permalink | Ventiquattro anni Non volevo metterlo, questo post. Mi sembrava, non so, quasi offensivo infilarlo in mezzo a questo sciocchezzaio. Però mi sentirei una merda se non ricordassi le vittime della strage fascista che il 2 agosto del 1980 ha ucciso 85 persone e ne ha ferite 200, qui a Bologna. Ogni anno la mia rabbia e il mio odio per le persone e le istituzioni che hanno gestito - prima e dopo - questa strage ritornano perfettamente immutati, se non più forti. Ed è inevitabile ripensare a come l'impegno politico di chi ha la mia età sia stato segnato da stragi e omicidi, a partire da quel 12 dicembre 1969 - Piazza Fontana. Io ero al ginnasio. postato da: Dust | permalink | Aurora Visto Aurora di Murnau insieme a mia moglie (per i + correct: "la mia compagna", per i + integralisti "la mia concubina"). Ridicolo più che mai ogni tentativo di pseudoanalisi critica: sarebbe come mettersi a recensire la Divina Commedia. Giusto qualche riflessione sul particolare piacere che una visione del genere mi regala. Vedere un film muto e in bianco e nero è già in sé un piacere astratto. Oltre a sintonizzarti su una gamma di grigi, per me sempre ipnotica, devi forzarti ad entrare in un sistema di comunicazione - quello del muto, appunto - che ha canoni inusuali, eccessivi. Nei momenti di più cupa oppressione, ad esempio, il protagonista è ingobbito, si muove rigido come un fantoccio, un'espressione tetra sul volto - sembra invece il ritratto della salute una volta liberato della propria ossessione. Ancora, ho del tutto ignorato la trama filiforme e oggi indigeribile - superflua. E' rimasta la pura visione di un film semplicemente zeppo di immagini miracolose, con un uso potentemente espressivo degli "effetti speciali" disponibili all'epoca (1927) e alcune scene (gli scorci di città, il luna park, la corsa in autobus) che per luce, senso dello spazio e del movimento ti lasciano secco. E la pianto qui, giusto sull'orlo di una noiosa e polemica descrizione del senso di nausea che mi provoca la saturazione da effetti speciali nel cinema attuale. postato da: Dust | permalink | Torna a casa, Bossie Orrore a Bergamo. Evocato Bossi durante una seduta spiritica di patatonici. L'ombra del Ministro delle Riforme parla con la consueta perpicacia e lucidità: "Voglio ritornare per vedere la Padania libera", "adesso chiudere la partita, le battaglie, le riforme, il federalismo tocca a te [ = Calderoli ]", "non molleremo mai. Col cuore contro Roma ladrona" postato da: Dust | permalink | |