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Mary Partecipato al blogrodeo del 29/7. Tema: l'ombra. Traccia: "Mary si spogliò...l'eclissi sarebbe poi arrivata..". Inviati tre post, di cui solo il primo in concorso postato da: Dust | permalink | Le regole del giallo Leggo qui un'introduzione al romanzo giallo. E non mi trovo d'accordo su due punti. postato da: Dust | permalink | Un racconto di Annie Proulx Non ho terminato la raccolta di racconti "Distanza ravvicinata", primo lavoro di Annie Proulx che leggo, ma sono già soddisfatto della scelta. Storie di ranch, pastori, cowboys ambientate in un tessuto urbano e sociale sfaldato che sembra volerli espellere piuttosto che ospitare - oppresse da un senso generale di fallimento, marcate da un arrabattarsi in lavori e situazioni precarie e fungibili. Pensavo a Cormack McCarthy, ma (è comunque un'impressione basata su una lettura insufficiente) mi pare che qui manchino l'epica, il rapporto visionario con la carne, la morte, il sacro e il destino che caratterizzano la sua opera. La stessa natura, che lui dipinge violenta, incommensurabile rispetto all'essere umano e indifferente al suo passaggio, qui è meno prepotentemente protagonista. La prosa di McCarthy, poi, è pietra, mentre la Proulx è più sfumata e a tratti sfodera un sense of humour che non è certo nelle corde di McCarthy. postato da: Dust | permalink | I testi di certe canzoni "Abbiamo dei CD di Battisti, o degli mp3 ?" Living on the road my friend Pancho was a bandit boys All the federales say Lefty he can't sing the blues All the federales say The poets tell how Pancho fell A few gray federales say postato da: Dust | permalink | Suggerimenti non richiesti: "Il camping dell'orrore" Sollecitato da questo divertente post di Alberto Puliafito gli ho inviato la trama di quello che diverrà il prossimo capolavoro dell'horror italiano, in grado fra l'altro di generare quasi automaticamente sequel mozzafiato Guarda c’ho un’idea che praticamente si gira da sola. Te lo dico: è l’affare de la vita tua. Allora. Due ragazze partono per fare campeggio libero e in generale nuove esperienze – chiaro che alla fine della fiera una ci resta e l’altra rocambolescamente si salva (come è un dettaglio, ci pensiamo poi). Incontrano in discoteca un tipo really tough e tienti forte è un vampiro. Oh, mica di quelli che si cagano sotto per due agli o qualche fotone in più, dico uno alla Carpenter. E veramente figo. Campeggiano liberamente un po’ fuori mano e questo se le fa e se le vampira entrambe. Da lì il gruppo si sposta in un campeggio piccolino e un po’ alla volta contagia tutti. Parte da padrone e animatrici, e la sonnolenta vita notturna del camping cambia da così a così: il trio diventa l’anima della festa, si moltiplicano gli happy hours e le occasioni di sesso facile. Già mi vedo le scene clou:il morso nel cesso del camping, la caccia al tesoro con orgia notturna e bagno in mare, la camera montata su uno di quei carrelli traballanti alla Raimi che corre fra le tende, il camping di giorno: tutte tende oscurate. Vogliamo parlare dei picchetti ? Non sono di frassino ma possono fare lo stesso il lavoro. Arrivano i caramba causa schiamazzi ? Alè, arruolati anche loro. Struggente la scena finale in cui la ragazza sana dà l’addio a quella che resterà nel camping. postato da: Dust | permalink | Moleskine Partecipato al Blogrodeo con questo racconto. E' piaciuto Sto seduto ad aspettarti. La baia, una birra, il Carver che mi hai consigliato (meglio: ordinato di leggere, com’è nel tuo stile) e un Moleskine, il tuo registratore preferito. Mi sei mancato, in questi anni, nonostante le lettere, le foto, i reportage sui giornali - lo sai che non ne perdo uno. Nell’intervista hai detto tanto di te. Cose che non sapevo - strano pensare che anche tu cambi con il tempo - e altre che ricordo troppo bene. Neanche una parola su di me. Che non posso dimenticarti o superarti, catturato per sempre dai tuoi trucchi. E perso nei miei. Mi incantavi, con quei trucchi, ricordi. Far sparire le monete dalle mani - quello l’ho imparato di sicuro. In qualche mio trucco ci sei caduto, però. Per dirne uno, non è vero che mi sono laureato, che faccio la grana: passo la giornata intrappolato alla reception di un hotel di quart’ordine, e un paio di spacciatori nervosi mi stanno col fiato sul collo. La ragazza della foto non la conosco nemmeno, è un’amica di un amico. E non ho letto neanche uno dei libri di cui mi parli, ho giusto comperato questo per festeggiare il tuo rientro - e perché il titolo è così ironico. Poi, siccome ho più idee che capelli in testa - e sai che sforzo - ho immaginato un altro incontro sul molo L’uomo era elegante. Meglio giudicarlo dagli occhi penetranti e feroci, non dal lieve sorriso, un po’ professionale. Scriveva sul Moleskine. postato da: Dust | permalink | Manchette / Hammett Periodicamente mi invaghisco fino alla monomaniacalità di un autore. Questo vale in particolare per il genere noir [lo dico prima di chiunque: uso il termine in modo impreciso e vago, giusto per intenderci. Come poi ci si possa intendere partendo da un'imprecisione è argomento che eccede le mie competenze]. C'è stato ad esempio il periodo hard boiled, poi la folgorazione da Jim Thompson. E più di recente la mia love story con Manchette. Consigli per gli acquisti (farei prima a dire "tutto"): "Nada", "Piccolo blues" (amatissimo), "Posizione di tiro", "Fatale". I due libri con l'investigatore Tarpon ("Piovono morti" e "Un mucchio di cadaveri"), che pure ti piazzano lì alcuni dialoghi strepitosi, mi sono piaciuti appena un po' meno. postato da: Dust | permalink | The Ladykillers - cerebrale gotico americano L'ho visto fuori tempo massimo, accompagnato dal corale "è un'opera minore". Be', avercene. Sì, d'accordo, siamo lontani dalle vette di Fargo ecc., ma il film è più che semplicemente gradevole. Giusto qualche osservazione sparsa. Segnalo altri blog-pareri: Roy Menarini, Marquant, Secondavisione postato da: Dust | permalink | La fine della storia "Occazzo, amico, cazzo cazzo cazzo…dai, passami il ferro, su amico, cazzo quello entra oh cristosanto" (*) menzione di merito a chi afferra la citazione postato da: Dust | permalink | Dialogo Altra partecipazione al Blogrodeo - questa volta ho vinto. Bisognava scrivere in 2 ore un dialogo di max 2500 battute che proseguisse questo: Io l'ho sviluppato così postato da: Dust | permalink | 486 blues Di fianco al cassonetto stamattina c'era un grigio 486 Olivetti con tanto di memo incollato sopra "Ricordati SEMPRE di spegnere usando il tasto ecc..", portandomi questo 486 blues. postato da: Dust | permalink | Saldi La stagione dei saldi ha scatenato i peggiori istinti creativi. La città pullula di messaggi di questo livello postato da: Dust | permalink | Playtime In Piazza Maggiore ho rivisto dopo più di trent'anni Playtime di Tati, versione integrale restaurata 70 mm. Me lo ricordavo solo divertente e brillante. Mi sbagliavo: è un capolavoro. postato da: Dust | permalink | Benvenuti nella macchina Ho partecipato al Blogrodeo di ieri con questo raccontino (qui è un po' ritoccato). Il tema era "Benvenuti nella macchina". Non avevamo capito. Che errore king size avevamo fatto, dico, io e Jack. Di tutte le stupide idee per tirare su soldi in fretta quella di fregare Saturday Night Joe era la più stupida del mazzo - senza meno. Così, naturalmente, quando ci diedero quella borsa da consegnare fu la prima cosa che pensammo: teniamocela noi. Perché ? Perché a fatica mettevamo assieme un cervello in due: non per niente ci chiamavano "Left half" (io, quello che sapeva scrivere e fare i conti) e "Right half" (Jack, il jazzista), o Lefty e Righty per fare prima. Lavoravamo sempre in coppia - e allora ci chiamavano "Split Brain". La consegna era grossa e urgente e normalmente mica ce l'avrebbero assegnata, a noi, senonché Big Mama Jefferson l'avevano ripescata dal fiume gonfia come un ippototamo giusto quella mattina, e non c'erano sostituti a mano. postato da: Dust | permalink | Amarcord Euronova Molti anni fa ero un avido lettore del catalogo postale Euronova e, ai tempi in cui Labranca compariva ad "Anima mia", mi venne perfino l'idea di creare un museo Euronova. Ho provato a cercarlo sul Web ed esiste ancora - ma in versione meno fiammeggiante. postato da: Dust | permalink | Method and apparatus for transmitting power and data using the human body United States Patent 6,754,472 Non perdetevi il disegnino dell'uomo di Gates (che Splinder e/o Yahoo inspiegabilmente si rifiutano di visualizzare e quindi guardatelo cliccando qui) sembra fatto dal fratello scemo di Leonardo. Il codice Hammer non ha insegnato niente a Bill Gates postato da: Dust | permalink | Illuminazione Viaggiare in autobus spesso e per tragitti lunghi ti trasforma. La capacità di astrarsi deve toccare vertici da yogi, il controllo sui "cinque e contadini sensi" (in primis l'olfatto, d'estate) deve essere virtuosistico. Per farli funzionare al minimo, o meglio: per focalizzarli. Il tatto, ad esempio, deve concentrarsi nella chiappa su cui appoggia il portafoglio, ma ignorare il piede calpestato e sorvolare sul fianco artigliato da vecchiette in caduta libera. L'udito deve attivarsi esclusivamente per controllare che il campanellino abbia suonato, e altrimenti affogare in una sorta di rumore bianco, neutralizzando idioti urlatori al cellulare. Il gusto in effetti non risente del contesto, anche perché in autobus difficilmente viene esercitato più che tanto. La vista va rigorosamente concentrata sul libro che vuoi assolutamente finire: lasciala vagare per un attimo e la solita vecchietta catturerà il tuo sguardo - e inevitabilmente il tuo posto a sedere. postato da: Dust | permalink | I come to bury Caesar, not to praise him "Fronte del porto" è stato uno dei primi film "da grandi" che vidi. Con mio padre, credo, che involontariamente ha contribuito a formare il mio amore per il cinema. Quell'"involontariamente" non è dispregiativo - andando avanti con gli anni tendo a pensare che più di chi ti consiglia un buon film conterà chi ti ci accompagna. We went back there and they had come and hacked off every inoculated arm. There they were in a pile. A pile of little arms. And I remember... I... I... I cried. I wept like some grandmother. I wanted to tear my teeth out. I didn't know what I wanted to do. And I want to remember it. I never want to forget it. I never want to forget. And then I realized... like I was shot... like I was shot with a diamond... a diamond bullet right through my forehead. And I thought: My God... the genius of that. The genius. The will to do that. Perfect, genuine, complete, crystalline, pure. And then I realized they were stronger than we. Because they could stand that these were not monsters. These were men... trained cadres. These men who fought with their hearts, who had families, who had children, who were filled with love... but they had the strength... the strength... to do that. If I had ten divisions of those men our troubles here would be over very quickly postato da: Dust | permalink | |